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Profughi in Albania 1999

l'impegno

Cos'è stata l'Operazione denominata "Missione Arcobaleno"? Molti oggi ricordano solo gli aspetti scandalistici che hanno accompagnato i mesi successivi la mobilitazione dell'Italia. Ma chi ha partecipato alle operazioni di soccorso alla popolazione kossovara profuga in Albania ha ben chiaro nella propria mente il volto ed il dramma di quella gente. Per non dimenticare...

Prima della Guerra
Con la Battaglia della "Piana dei Merli", Kosovo Polje, il 28 giugno 1389, nasce il Mito dei nazionalisti Serbi. Nel 1987 Milosevic sale al potere a Belgrado e nel 1988 il parlamento di Belgrado azzera l'autonomia del Kosovo concessa da Tito. Il 28 giugno 1989 a Kosovo Polje (La Piana dei Merli), in occasione dei seicento anni dall'epica battaglia, Milosevic tuona: "Oggi, a sei secoli di distanza ci troviamo nuovamente in lotta: la Serbia è pronta a nuove battaglie". Nel 1990 i serbi sciolgono il parlamento ed il governo provinciale del Kosovo e chiudono tv e giornali albanesi. Le sucessive proteste di massa vengono stroncate: duecento morti, centinaia di arresti sopratutto fra gli intellettuali: duecentoquaranta fra scienziati, artisti, direttori di fabbriche, giornalisti vengono imprigionati e torturati. Nel 1991 la Serbia licenzia tutti gli insegnanti di etnia albanese e chiude l'universitá di Pristina. Nel 1992 lo scrittore Ibrahim Rugova è eletto presidente dell'autoproclamata Repubblica del Kosovo con il 99% dei voti: la Serbia invia altre truppe. Nel 1996 inizia la guerriglia dell'UCK (Esercito di Liberazione del Kosovo) e nel 1998 il mondo inizia a conosce il Kosovo:
- il 28 febbraio 80 civili vengono massacrati, seviziati e stuprati nella zona di Drenica per opera della polizia serba;
- a maggio inizia la terribile fuga verso l'Albania di quindicimila kosovari
- il 28 settembre 20 civili albanesi vengono trucidati a Gornje Obrinje
- il 13 ottobre la Nato dà 4 giorni di tempo a Milosevic per ritirarsi dal Kosovo
- dopo alcune trattative, il 27 ottobre le forze serbe si ritirano dal Kosovo e arrivano 2000 verificatori dell'OCSE.
Nel 1999, però, la crisi precipita:
- il 15 gennaio 45 civili vengono massacrati a Racak
- il 23 marzo i verificatori OCSE lasciano il Kosovo
- il 24 marzo scatta l'operazione Determined Force. Partono gli attacchi NATO.

La partenza a Cagliari

Alcuni numeri della tragedia
Kosovo: abitanti 2.100.000, l'88% di etnia albanese, il 7% di etnia serba e il 5% di etnie varie fra turchi, mussulmani, slavi e rom. Dal settembre 1998 alla fine della guerra, oltre 10.000 morti presunti solo per massacri e torture, sterminio e pulizia etnica. Il 25 maggio 1999, 200 uomini adulti di etnia albanese in età di leva risultano scomparsi nel nulla. Scompaiono anche i 300 detenuti della prigione di Pec, e sono oltre 400.000 i profughi che si rifugiano in Albania. Dopo la firma dell'accordo di Kumanovo il Kosovo viene diviso in cinque zone, con 65 mila uomini della Kfor: al Contingente Italiano la zona di Pec e Dreniza, la più difficile. Oltre 10.000 serbi scappano in Montenegro dopo l'accordo per paura di vendette e ritorsioni. Almeno un milione di mine sotterrate dall'esercito jugoslavo.

Lavoro nei campi di accoglienza
Campo profughi a Kavaje
Lavoro nei campi di accoglienza
I bambini di Kavaje
Il campo di Kavaje

I gruppi militari e paramilitari più sanguinari
Le tigri di Zeliko Raznatovic, più noto come Arkan
I ragazzi di Franki Simatovic
Le aquile Bianche di Vojislav Seselj

Le Città ed i Villaggi Distrutti
Pristina - Giakova - Batusha - Ponoshevac - Korenica - Pec - Prizren - Velika Krusa - Stimlje - Decani - Chusk - Rogova - Klina - Ruhat - Smrekonica - Trepce - Mitrovica -
Podujevo - Crkolez - Djakovica - Llukar - Koliq - Makovc - Poklek - Bela Crkva - Orahovac - Suva Reka - Kacanik - Halac - Racak - Gnjilane - Izbica - Rebar - Grashtice - Brusnik.

Antonella e Daniela con gli amici kossovari
Il parco giochi Su Spassu
Pierpaolo, Mimmo e Mario al lavoro
Mario e il suo amico Artan
Peter e i suoi amici

I Racconti
…Quella mattina c'era uno starno silenzio, irreale. Vedemmo arrivare lungo la strada dei cani randagi col muso pieno di sangue: tutti sperammo che non fosse quello dei nostri cari…
… entravano nelle case con un bidone di benzia ed una bomba incendiaria e col sangue umano segnavano i muri con la croce cetnica…
… prima di scappare hanno saccheggiato le nostre case, i nostri negozi, portando via tutto quello che aveva un valore…
.. è arrivato l'esercito, ha svuotato il nostro villaggo, e poi quelli di Llukar, Makovc, Grashtice, Koliq, ci hanno cacciato dalle nostre case e costretti a fuggire, tutti per strada. Poi sono arrivati i paramilitari, ci hanno fatto entrare in un cortile e lì ci hanno derubato e poi massacrato…
… mi hanno strappato mio figlio dal petto, e me l'hanno gettato nel fiume…
…a Trepce, nella miniera, venivano bruciati più di cento cadaveri al giorno; così nella fonderia di Kumanovo e nella fabbrica chimica di Glokovac…
… c'eravamo rifugiati nella montagna; sono venuti a prenderci e ci hanno radunato alcuni a Saykovic, altri a Dumoc, altri ancora a Svecel: dovevamo essere scudi umani per l'attacco della NATO…
… a Poklek c'eravamo rifugiati in sessanta in una casa. E' arrivato un polizziotto serbo ed ha cominciato a sparare all'infinito, poi ci ha lanciato addosso una bomba a mano. Ci siamo salvati in sei…
…ci hanno radunati in fretta tutti in una stradina, poi ci hanno separato dalle donne: siamo stati sei ore accucciati con le mani in testa, e i vecchi che cadevano, venivano fucilati sul posto…
…ci hanno massacrato, deportato, hanno assassinato i nostri figli, stuprato le nostre figlie: le mine le potremo sdradicare col tempo. L'odio no…

La raccolta indumenti ad Arborea
La raccolta indumenti ad Arborea

Il "Gruppo Sardegna"
l'Associazione Regionale Volontari della Protezione Civile Sarda ha partecipato alla emergenza profughi in Albania con 6 contingenti dal 1 aprile sino alla fine delle operazioni di soccorso. Sono partiti 162 volontari, oltre a moltissimi altri impegnati costantemente presso le rispettive sedi in Sardegna. Il MASISE di Sinnai con 42 volontari impegnati per 109 giorni; la PAFF di Quartu con 10 volontari inpegnati per 31 giorni; la LAVOS di Oristano con 12 volontari impegnati per 31 giorni; il SUB Sinnai con 25 volontari impegnati per 58 giorni; l'AVCC di Villaputzu con 28 volontari impegnati per 69 giorni; l'AVIS di Perfugas con 4 volontari impegnati per 14 giorni; il RCCB di Alghero con 4 volontari impegnati per 33 giorni; l'AVPC di La Maddalena con 6 volontari impegnati per 28 giorni; l'SOS di Quartu con 11 volontari impegnati per 14 giorni; il GSC CUD SARDEGNA di Quartu con 7 volontari impegnati per 28 giorni; l'IPPOCAMPOS di Arborea con 10 volontari impegnati per 28 giorni; l'AVSAV di Villacidro con 2 volontari impegnati per 14 giorni; il RC CB LA VALLE di Valledoria con 1 volontario impegnato per 14 giorni.

La notte prima del rientro
Copertina del Documentario

Aggiornato 04.04.2007, h20:00 © Ippocampos Arborea | ippocampos@tiscali.it

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